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martedì 12 luglio 2011

Il Predellino non c'è più

Giorgio Stracquadanio, ha comunicato ieri, tramite una lettera aperta on line, che Il Predellino, non c'è più. O meglio, forse, non ci sarà proprio più: quello che Stracquadanio intitola con "Arrivederci", a leggere sembra più un pezzo di "addio". 
Era effettivamente rimasto l'ultimo ad accorgersene. Non solo non c'è più il predellino, ma il povero Berlusconi, ormai parla dalla fogna di San Babila; nemmeno in strada. Il suo Governo ha condotto l'Italia sull'orlo del baratro, il suo partito (quello che non è suo di appartenenza, ma suo di proprietà) sta facendo di tutto per misconoscerlo. Gli avversari, si muovono compassionevoli in suo aiuto, cercando addirittura, per senso di responsabilità istituzionale, di votare la Manovra Finanziaria (da lui nemmeno troppo amata, perché poco emozionale, troppo fredda...) entro domenica. Dice Stracquadanio, sul perché di questa scelta:
"Perché questa sospensione? Per il semplice motivo che siamo giunti ad una fase nuova del Popolo della Libertà, una fase che sollecita anche un piccolo quotidiano on-line come Il Predellino a fare il bilancio del passato recente e i programmi per il presente e il futuro."
Le premesse, sembrerebbero di riflessione profonda, soprattutto se a queste si uniscono le critiche sulle scelte politiche per le amministrative di Milano, le spaccature dei finiani, le riflessioni sul leader, che si susseguono nell'articolo, prima di arrivare la passaggio fatidico. Illuminante, chiarificatore:
"Oggi vorremo diventare a tutti gli effetti quotidiano on-line del Pdl, quello in cui a scrivere o a essere intervistato è innanzitutto il segretario nazionale e con lui gli esponenti di vertice. Non pretendiamo di diventare "il" quotidiano del Pdl. Ci basta essere "un" quotidiano del Pdl, vissuto come tale da tutti, sia al centro che in periferia. Ed è ad Angelino Alfano che rivolgiamo la nostra proposta."
Ah, ma allora ditelo...cioè il punto è che Stracquadanio vuole il cash ($$$). E lo rende chiaro ancora meglio, poche righe sotto:
"Anche perché, ed è una riflessione che voglio rendere pubblica, fino ad ora abbiamo vissuto senza un centesimo di pubblicità, senza un centesimo di contributo pubblico, senza un centesimo di sostegno privato.
Fino ad oggi Il Predellino è stato finanziato da me, con ben più dei 3.700 euro mensili che sono destinati allo svolgimento dell'attività politica. Ed è anche questa condizione che rende impossibile qualsiasi progetto, non solo di crescita, ma anche solo di mantenimento."
 Poi, verso la conclusione, sbaglia a fare i conti:
"In epoca in cui gli stipendi dei parlamentari sembrano essere per molti l'unico male del Paese, io rivendico con fierezza il fatto di aver dedicato alla politica, attraversoIl Predellino, almeno metà di quello che ricevo dallo Stato per la mia attività. 

Non credo che i tanti moralisti che pretendono di darci una retribuzione inferiore a quella di un manovale sarebbero capaci di fare altrettanto se fossero al mio posto. Di regola il moralista è virtuoso solo se costretto, mentre diventa avido se solo gli si offre l'occasione."
Anche perché, fatti quei conti, i 3.700 euri che ha dedicato al quotidiano, non sono proprio la metà di quello che percepisce...quanta poca eleganza! Appena il re vacilla, tutti pronti a battere cassa.
Insomma, il/la/lo/un/uno/uno/di/a/da...quotidiano del PdL, forse ci ha lasciato: anche Stracquadanio si è arreso alla crisi.
E ci risiamo. Dobbiamo ricorre di nuovo a Guzzanti (Corrado, non quello che vuole rifare il PSI), "Ah berlusco'! ricordate dell'amici..."



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