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mercoledì 1 giugno 2011

Sul Referendum

La Corte di Cassazione, ha accettato oggi, con votazione a maggioranza, la richiesta dell'IdV di spostare il quesito referendario, sulle norme (art.5) del Decreto Omnibus. Dunque il 12 e 13 giugno, ci sarà anche quel quesito sul nucleare, che tanto ha fatto discutere, anche noi, sia a caldo che a freddo.
L'oggetto in definitiva non cambia assolutamente: si parla sempre e comunque della rinuncia dell'Italia, all'approvvigionamento energetico attraverso la fissione atomica, al di là dei cavilli burocratici, che richiederanno il presumibile ristampo delle schede.
La nostra personalissima riflessione, precedentemente espressa qui, giunti a questo punto, diventa questa: come farà il Governo a sostenere il NO al referendum, quando ha approvato un decreto (Omnibus) che rappresenta di fatto un no! secco al riutilizzo dell'energia nucleare? Di per sé, con la fiducia di qualche giorno fa, ha già risposto SI al quesito del referendum. Ma probabilmente i cittadini, accecati dal tifo politico, non se ne sono resi conto, e continueranno a tenere posizioni ottuse e paradossali. 
Quindi se è vero, che il dietrofront, non ha valore elettorale, allora è anche vero, che il nostro Governo non è più interessato a questo tipo di energia. Cambiano quindi i piani strategici e dunque vale la pena rafforzare questa decisione dell'Esecutivo, con il voto popolare (di cui il referendum è strumento democratico).
Votate SI! Perché a tutti gli effetti, mai come in questo caso, il referendum ha un volere bipartisan.   

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