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venerdì 17 giugno 2011

Sexy Gate all'Italia dei Valori?

Mentre ancora su internet, imperversano le foto di Weiner, anche perché ne vengono fuori continuamente di nuove (ma quante weiner se n'era fatte!! ndEm), in Italia spunta un nuovo sexy gate. Il protagonista ve l'aspetterete tutti, viste le foto del solito bungabunghista in compagnia di due ragazzotte intente a massaggiargli il quorum...e invece no! 
I personaggi coinvolti vengono dal partito della legalità, della moralità e dell'etica, difensore di quei valori, in nome dei quali e nel quale ruolo, ha deciso addirittura di chiamarsi: l'Italia dei Valori, appunto! Ed è uno stesso membro dell'IdV (a dimostrazione che in quei valori credono e nel tracciato di questi si muovono), che ha denunciato altri due membri del partito: Michele Cagnazzo, esperto di criminalità organizzata ed ex responsabile per l'Idv dell'Osservatorio pugliese sulla legalità, è questo il nome di colui che ha spifferato tutto alla Procura di Bari. Aperta parentesi; la parola membri, è stata usata a caso, senza fini allusivi..chiusa parentesi. 
diciamo che Teste di Cazzo
è la definizione più appropiata!
I protagonisti, sarebbero il Senatore Stefano Pedica e il Deputato Pierfelice Zazzera, entrambi iscritti all'IdV. La storia dovrebbe essere avvenuta tra il maggio e l'ottobre del 2009 ed ha come co-protagonista una giovane dottoressa in giurisprudenza, inoccupata, militante del partito, di cui per il momento si conoscono solo le iniziali C.M., di 31 anni, da Taranto: la scenografia è quella della Puglia, dei trulli e delle orecchiette maritate. La ragazza, avrebbe poi raccontato tutto a Cagnazzo stesso.
Il Senatore Zazzera, secondo quanto riporta la denuncia di Cagnazzo, avrebbe approfittato della disperata situazione lavorativa della ragazza, per incontrarla in "appuntamenti al di fuori dell'ordinaria attività politica" che si svolsero presso un hotel della zona di Taranto (contingenza confermata dai registri dell'albergo). La giovane (che poi a 30 anni, tanto giovane non è) si sarebbe recata al primo appuntamento, con l'unico scopo di verificare eventuali possibilità occupazionali: opportunità che Zazzera avrebbe offerto, ma soltanto in cambio di favori sessuali. Favori che C.M, sembra anche aver concesso.
Con la scusa di espletare le formalità per un incarico all'ufficio legislativo del Parlamento, il Deputato, invitò la donna a Roma, dove si consumò un altro rapporto (non di lavoro) nella residenza privata del Deputato. Al termine dell'amplesso, Zazzera, invece di fumarsi la più classica delle sigarette, rivelò alla ragazza la necessità di riservare le attenzione di cui aveva goduto poco prima, anche al Senatore Pedica. Così, avrebbe potuto mettere la marca (marketta!) da bollo sul contratto di lavoro. Sarebbero così, stati in due, pezzi grossi, ad interessarsi alla sua cosa: il buon fine lavorativo, sarebbe stato a quel punto una formalità. 
Espletato anche questo dovere pre-contrattuale, però, la questione, sembrava andare un po' troppo per le lunghe, e non a quanto pare per le doti amatorie dei due politici. C.M. cominciò ad insospettirsi, tanto che a gennaio 2010 rifiutò un nuovo incontro e interruppe i contatti anche telefonici. La ragazza capì, stupita,  che l'intenzione dei due era di approfittarsi di lei: come si dice, è una tipa alla quale non gli si può nascondere niente
Ancora più sorpresa, rimase pochi mesi dopo, quando, nonostante avesse tagliato tutti i ponti, si ritrovò in lista alle elezioni regionali, proprio con l'IdV, senza che gli venisse chiesto il consenso, né tanto meno aver manifestato interesse a candidarsi, dice lei  (attraverso la denuncia di Cagnazzo).
C.M., avrebbe poi incontrato pochi mesi dopo Cagnazzo stesso, presso gli uffici baresi dell'IdV e raccontato la triste storia, imbottita di fragilità umane, di solite perversioni machisto-senili, di bassezze e aberrazioni: non diverse da tutte le altre. Ammesso che sia tutto vero, ora spetterà agli inquirenti attestare le circostanze denunciate.

La questione, ci solleva due domande. 
La prima è: perché Cagnazzo, ha aspettato circa un anno prima di sottoporre la storia alle procure? Ha provato prima una soluzione interna, magari contattando tutti i protagonisti e cercando una mediazione attraverso Dio sa solo quali, strumenti? 
E poi, una considerazione.
Ci mancavano soltanto due pervertiti dell'Italia dei Valori, a far rialzare la cresta (o qualcos'altro) ai piddiellini, che non aspettavano altro per gridare a gran voce: "..In fondo siamo tutti così! Sono cose che fanno tutti!!.." 


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