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sabato 25 giugno 2011

Schifani: nomen omen

Oggi, il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha commentato con queste parole, le proteste dell'ANM, davanti alla possibilità di un nuovo decreto sulle intercettazioni:
Ormai la misura è colma e credo che con un grande gesto di volontà da parte di tutte le forze politiche si possa trovare una mediazione sulle intercettazioni senza che si gridi alla legge bavaglio"
da - Generazione Futuro
Quando parla di "misura colma", ogni riferimento alle palle-piene dei cittadini, è puramente casuale...
...allora, facciamo una proposta: un decreto serio, che garantisca comunque l'utilizzo delle intercettazioni telefoniche, per ragioni processuali, ma che sia punitivo (davvero) verso chi le diffonde prima che gli inquirenti le rendano pubbliche. Va bene, ci possiamo anche stare. Ma allora, contraccambiamo la cosa: mettiamo sulle schede elettorali, un asterisco (tipo quello sui prodotti surgelati al ristorante) a fianco dei nomi dei condannati. Si, perché se è giusto che i processi procedano senza impedimenti mediatici, fino all'accertata giustizia; allora potrebbe essere altrettanto giusto, che, nei casi in cui la giustizia sia stata accertata concludendosi con condanne, i cittadini che vanno a votare sappiano chi e che cosa sono i candidati.
E non fateci ricordare che i candidati, nell'antica Roma (forse anche più Ladrona di adesso) portavano la candida, in modo da rappresentare la propria integrità e purezza morale, etica e penale...e non fateci cadere nella bassezza, pensando che molti degli attuali eletti, invece, la candida potrebbero averla contratta...
Noi non vogliamo leggere le intercettazioni, fino a che non è tutto accertato, ma la politica, deve mettere in gioco le proprie (male)esperienze, dichiarandosi apertamente, scoprendo le carte. Questo non significa, che un condannato pluripregiudicato, non possa candidarsi, né tanto meno ricevere preferenze (ammesso che ritornino..) ma almeno sapere chi si vota e che cosa ha fatto nella sua vita: questo è un diritto
Se non cadiamo in errore, la nostra è una Democrazia Rappresentativa, quindi val la pena conoscere i nostri rappresentati...
Non penserete mica, che siamo giustizialisti?

P.S. giacciono, in qualche ripostiglio del Senato, 350 mila firme, di cittadini (raccolte tramite Grillo), che più o meno chiedevano una cosa del genere: che cosa vorrà farci Schifani? Sarà anche arrivato il momento di dare ascolto ai cittadini? Oppure è interessato soltanto a non farsi ascoltare al telefono?

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