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giovedì 23 giugno 2011

L'asse Maroni - Calderoli dietro la fiducia di ieri

Per la prima volta dall'uscita di Fini, e dei finiani confluiti in FLI, ieri il governo ha ottenuto la maggioranza assoluta alla Camera, ad un voto di fiducia: quei 316 voti, che, in fondo, tutti si aspettavano. Non c'erano i presupposti, dopo Pontida, per far pensar a improvvisi ribaltoni, ne dall'opposizione, erano venuti segnali forti.
Ma non è tutto oro quello che luccica.
Il discorso di Berlusconi, 38 minuti iniziati con "La vera anomalia è chiedere la caduta di un governo che più volte ha ottenuto la fiducia", per poi continuare con i soliti "..la maggioranza è forte" e qualche "vogliamo arrivare al 2013 e completare il programma"; ha probabilmente raggiunto il massimo quando ha detto che è un "[...] sacrificio stare a Palazzo Chigi [...]". 
Queste parole, però hanno ricevuto accoglienze fredde, timide, poco entusiaste, a volte infastidite. La Prestigiacomo, in punizione in cima all'emiciclo, non ha mai applaudito, né sorriso, forse per colpa del rapporto ancora una volta alle strette con il suo Capo, ma anche per l'evidente (e giustificata) preoccupazione per le carte che stanno venendo fuori dal dossier Bisignani (che sarà prontamente imbavagliato). Poi, un suo collaboratore gli ha fatto notare che la sua musoneria, veniva in tempo reale battuta dalle agenzie, e così la Ministro dell'Ambiente, si è sciolta in un sorriso di circostanza (vistosamente forzato) e in un estemporaneo applauso.
da lostranofatto.
A turbare i sogni del Presidente del Consiglio, stanotte ci sarà stato anche Bossi, ovviamente. Il Senatùr, ha risposto con un secco "A parole è  bello, ma aspettiamo i fatti", che unito ai 14 sbadigli che i puntualissimi cronisti parlamentari hanno conteggiato, suona più come un ultimatum che come un "Ok! Silvio vai forte!". Ma il capo-cassone leghista, non avrà di certo potuto prestare molta attenzione alle "parole da primo giorno di scuola..", come le ha definite Bersani, del Premier: le sue meningi erano altrove. Sul prato verde, come non mai, di Pontida, sono rimasti infatti diversi cocci rotti. Sembra sempre più netta la spaccatura tra l'asse Maroni-Calderoli e quello di Bossi e il suo "cerchio magico". Al cerchio, appartengono tutti quei leghisti, che dopo il malanno del Capo, si sono stretti intorno a lui per sostenerlo: la moglie, la vice-presidente del Senato Rosi Mauro (definita dall'opposizione interna "la badante"), il capo dei Senatori Bricolo, il tesoriere Belsito e Reguzzoni, il capogruppo alla Camera. Proprio intorno a Reguzzoni, sembra che ieri intorno all'ora di pranzo, si sia consumata la casseuola di posizioni. Nel mix, sono entrate da un parte quelle di Maroni e di altri amici, che volevano un cambio di comando, un sostituto per il ruolo di capogruppo, dall'altra quella dei Bossi e i suoi, che volevano confermare lo status quo. Risultato, la cadrega di Reguzzoni, è ben solida, confermata da Bossi in persona, che ha impedito il cambio della guardia, si dice, come prova di forza contro un Maroni ormai troppo potente all'interno del partito. Sembra anche che, questo sia lo strascico (ancora) del raduno di domenica: qualcuno del "cerchio magico", si sarebbe terribilmente indignato leggendo uno striscione con su scritto "Maroni Presidente del Consiglio".
L'opposizione interna alla Lega Nord, è ancor un po' immatura, ma le posizioni del leader, cominciano, come avevamo già detto, ad essere contestate anche da diversi pezzi grossi, sopratutto per la continuativa concussione con Berlusconi. Intanto, su un altro fronte della battaglia interna, Calderoli è riuscito a riportare un risultato vincente, bocciando la proposta di regalare alla Mauro il ruolo (ambitissimo) di coordinatore regionale in Lombardia: "Giorgetti (maroniano di ferro. nd DanEm) non si tocca" sembra che avrebbe tuonato il chirurgo maxillo-facciale, adesso Ministro della Smeplificazione.

Come dire, una maggioranza solida, tenace, che porterà a compimento il programma fino al 2013, uniti verso obiettivi comuni,  e soprattutto con una granitica univocità d'intenti!   


UpGrade: il racconto della giornata di ieri, visto da Jawas


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