Nuova policy

Policy del blog, da qui a un tempo x

mercoledì 15 giugno 2011

La lettera sul nucleare, mai pubblicata

Tra le tante voci, che si sono alzate nel periodo pre-referendum, la più bassa, quasi afona, è stata quella degli apparati scientifici. Rari interventi e altrettanto rari spazi concessi dai sistemi d'informazione italiana. 
Si è preferito dare ascolto a cantanti, attori, showman, o politici (che spesso incarnerebbero meglio una delle tre categorie precedenti, piuttosto che ruoli istituzionali). Noi a dire la verità, quando abbiamo affrontato in questo blog la questione energia nucleare, abbiamo provato a dare una valutazione (imho!) strategica e futuribile (Dio ci guardi, da quello che diciamo ndDanEm): ma perché nessuno ha pubblicato la lettera che alcuni docenti delle Università italiane impegnate nelle ricerche sulla fisica nucleare hanno inviato alle principali testate nazionali (CorSera, Repubblica, Sole24ore, Unità, Messaggero, La Stampa)? 
il prof. Maurizio Cumo, cofirmatario della
lettera insieme ad altri colleghi docenti italiani
Certo, la risposta è sempre lì: l'Italia è un paese emotivo, e muove più emozioni Celentano, che il Prof. Maurizio Cumo dell'Un. La Sapienza di Roma, docente di Impiantistica Nucleare, uno dei massimi esperti non solo italiani.
Detto ciò, noi linkiamo la lettera, fermo restando convinti delle nostre idee sull'energia atomica, e pensando che è andata bene (il referendum, intendiamo) come è andata. Anzi benissimo!
Ma la questione, è un'altra. Il sistema d'informazione italiano non è ancora eterogeneo, liberale, aperto, multiculturale e plurisfaccettato, come un popolo, che si è mosso in massa liberando i propri sentimenti e le proprie volontà (al referendum, intendiamo) meriterebbe. Un popolo che adesso come non mai, vuole risposte, e vuole sentirsi al centro del proprio futuro. 
Occorre riflettere su questo, ed occorre smettere di giocare con le nostre emozioni, e dare spazio a visioni  e ragioni , quando valide e rispettabile dal punto di vista culturale, di ogni genere.
Non si può fare informazione, soltanto con fini propagandistici: e questo vale per tutte e due i lati della medaglia, frutto di quella polarizzazione politica, tanto amata e voluta dal nostro Premier, che però ha una comunione ed una univocità di intenti e comportamenti, quando si tratta di propaganda.
  

Nessun commento:

Posta un commento

Commenta quel che vuoi o come vuoi. Ma cerca di mantenere quella che i più fighi chiamano "netiquette" e che qui chiamiamo "buon senso". Se poi riesci a dire anche qualcosa di intelligente, meglio.
Grazie