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sabato 25 giugno 2011

I diamanti di Mugabe

La questione d'attualità è: si teme che un nuovo lotto di diamanti provenienti dallo Zimbawe, possa essere immesso a breve sul mercato delle pietre miglior amiche delle donne.
Le Miniere di Marange
La questione annosa è quest'altra, e ruota tutto intorno a quel "si teme": i diamanti provenienti dallo Zimbawe potrebbero essere blood diamond.

Il regime dittatoriale, introdotto da Mugabe ormai diversi anni fa, potrebbe infatti finanziare i propri interessi con gli introiti delle vendite delle pietre, per lo più provenienti dai bacini di Marange. Qui, gli uomini sarebbero costretti a lavorare e vivere in condizioni disumane, sfruttati e repressi con ogni forma di violenza. Per questo, da anni, attivisti per i diritti civili e umani, si stanno muovendo per permettere l'esclusione dei diamanti di Marange dal Kimberley Process.

La guida politica di Mugabe ( che tanto per capirci che tipo è, poco tempo fa dichiarò "solo Dio può destituirmi!"), è uno dei sistemi più repressivi al Mondo. I reati di cui si sarebbe macchiato e i crimini contro l'umanità, sono una lista lunghissima e vanno dalla persecuzione e tortura di avversari politici e minoranze etniche (per lo più verso bianchi e Ndebele), alle violenze sistematiche e agli espropri di beni di ogni genere, brogli elettorali, appropriazione personale dei finanziamenti e degli aiuti internazionali. Una conduzione politica che è state definita "il Regno del Terrore"; mentre  il segretario generale della Trades Union Congress, Brendan Barber, in occasione del  ZCTU (Zimbabwe Congress of Trade Unions, congresso dei sindacati dello Zimbabwe), ha riferito: "gli abitanti dello Zimbabwe stanno soffrendo a causa della corruzione, delle brutali repressioni e dell'incredibile malgestione dell'economia da parte di Mugabe. Stanno lottando per i propri diritti, e noi dobbiamo lottare con loro." Anche Lela Kogbara, presidente dell'ACTSA (Action for Southern Africa) ha definito il regime di Mugabe, con parole simili, dicendo: "come in ogni regime oppressivo, le donne e i lavoratori sono abbandonati a sé stessi. Per favore, unitevi a noi mentre affermiamo solidarietà al popolo dello Zimbabwe nella loro lotta per pace, giustizia e libertà".

Proprio nelle miniere di Marange, dal 2006, si stanno consumando alcuni di quei crimini: bambini e adulti picchiati e torturati, stime parlano di centinaia di morti, da quando le forze di polizia e poi l'esercito, guidate dalla politica di Zanu-Pf - il partito di Mugabe - hanno occupato e si sono impossessati del sito mineralogico.

La notizia dell'inserimento di parte di quei diamanti, nel sistema di certificazione di Kimberley, suscitò già lo scorso anno molta indignazione, soprattutto dovuta al fatto che la Human Rights Watch (organismo che si occupa del monitoraggio del rispetto dei diritti umani) era a conoscenza della situazione delle miniere della regione est dello Zimbawe.

Adesso la questione è tornata d'attualità, per l'immissione in commercio di un nuovo lotto di pietre, dopo quelle vendute sotto monitoraggio lo scorso anno. Dalle colonne del Los Angels Times, però, Matthew A. Runci (Presidente di Jewelers of America, associazione di categoria) lascia comprendere, che già qualche singolo commerciante si sta muovendo, rifiutando i diamanti zimbawesi. 


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