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sabato 4 giugno 2011

Analisi dell'evoluzione dell'informazione online

Un paio di giorni fa, Human Higway, istituto milanese di ricerche online, ha pubblicato un interessante studio, sui consumi informativi. Ci siamo presi questi due giorni, giusto il tempo di analizzarlo per poi approfondirlo.
Gli oggetti del lavoro, con campione l'Italia, erano: la domanda di informazione online, il ruolo dei blog e dei social network, la metodologia dell'informazione in rete e la diffusione tra gli utenti. 
I risultati, non troppo confortanti, quanto scontati. Gli italiani, non sono grandi fruitori dell'informazione in rete. Diciamo pure che non si fidano troppo di quello che trovano scritto e si affidano in caso di emergenze informative alla televisione, oppure ai quotidiani. Sebbene i lettori stessi dei giornali cartacei, siano precipitati in favore dell'aumento dei lettori di quotidiani online. Alla rete viene normalmente affidato, semmai, il passo successivo, quello dell'approfondimento (ma sempre attraverso i motori di ricerca). 

Domanda d'informazione testuale
I lettori di blog di attualità, sono diminuiti (da 2.4 a 1.6 milioni): l'atteggiamento di apertura è bloccato dalla percezione di  mediocre qualità della notizia. Nemmeno la condivisione è troppo incentivata e tanto meno l'interazione (i commenti, per capirci). 
Non va meglio ai social network: Facebook è ancora il più utilizzato, secondo a grande distacco Twitter. In questo caso, il potere informativo è considerato secondario, vengono visti come una forte attrazione relazionale, con fine privilegiato dello svago. Anche se Twitter risulterebbe individuato, con più forte connotazione informativa (infatti lo è! e aggiungeremmo anche di maggior stimolo e spessore culturale ndDanEm). E nonostante alcune analisi dimostrino che possono essere (i social network in genere) molto utili nelle attività professionali, anche in sistemi sociali prossimali.
Insomma, niente di eccessivamente sorprendente: gli italiani sono un popolo vecchio dentro (come suggerisce Manteblog). La rete non è ancora il centro del nostro mondo, siamo più teledipendenti di quanto non si pensi. Ci affidiamo, e spesso affidiamo i nostri neuroni a quello che ci viene detto, senza grosse necessità di approfondimento: ci accontentiamo di un'informazione stantia. 
Internet potrebbe essere la finestra aperta che permetterebbe il ricircolo d'aria nuova in questo mondo ammuffito, ma ancora in Italia, sembriamo non esserne troppo convinti!?

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