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lunedì 13 giugno 2011

Amina non esiste?!

Lo avevamo già premesso: sono cominciate subito a girare voci contraddittorie sulla storia della blogger gay, siriana, Amina Arraf, rapita dalla polizia di Damasco. Dunque adesso sembra tutto chiarito...il fiore di Damasco non esiste. Dietro all'identità online della ragazza, si cela un cittadino americano di nome Tom McaMAster
Britta Froelicher e Tom MacMaster in Siria (dal l loro album Picasa)
Dallo stesso album altre foto finirono sul blog di Amina
Il blogger, stavolta quello vero, vive in Scozia, dove studia per un master alla Edinnburgh School: da anni impegnato per ottenere l'attenzione dei media, sulla situazione dei diritti umani in Siria. La storia del finto blog, e delle conseguenti vicende, è stata confermata anche dalla moglie di MacMaster, contatta dal The Guardian, come ci racconta l'articolo de Il Post.
Il punto, comunque resta sempre lo stesso con cui concludevamo il nostro articolo:
Ma in fondo poco importa, se si chiama Anima o in qualche altro modo, o ancora non importa se la persona fisica dietro alla penna di Anima sia al sicuro e non catturata. In Siria, le situazioni come quella che abbiamo raccontato sono all'ordine del giorno: attivisti per i diritti umani catturati o maltrattati, oppositori politici rinchiusi, intellettuali imbavagliati con metodi tutt'altro che soft. 
Il contesto sociale della storia è realtà, servirà ad attirare l'attenzione del mondo, qualora ce ne fosse ancora più bisogno, verso un disperata situazione di intolleranza e di mancato rispetto della libertà individuale: laSiria di Assad.
E quanto dicevamo, è confermato dagli episodi che stanno contraddistinguendo questi ultime ore, proprio a Damasco. 


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