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sabato 28 maggio 2011

Un pomeriggio estemporaneo a Bastia Umbra

Oggi, quando siamo usciti e passati in piazza come tutti i giorni, non ci siamo resi conto subito, che quello che ci si prospettava sarebbe stato un pomeriggio interessantissimo e movimentato. Certo, che non ce lo aspettavamo, visto che stiamo a Bastia, non la più dinamica delle realtà urbane...
In Piazza Mazzini, c'era un banchetto, promosso da Rifondazione Comunista, con l'attivissima Amelia Rossi in prima fila, insieme ad un altro gruppo di attivisti, per promuovere il referendum del 12 e 13 giugno (votate si! ndDanEm).
Nella sala consiliare, c'era la presentazione di un romanzo (Fiume di Luigi Vatta) con sullo sfondo l'impresa fiumana, D'Annunzio e i suoi legionari. L'incontro promosso da CasaPound Perugia, è approdato a Bastia grazie a Michael Mocci.  
L'eterogeneità dei temi, si riassumeva nell'estemporanea d'arte che interessava tutto il centro storico: quadri dipinti live, da diversi artisti locali e non, hanno colorato la scena.
Poi c'erano le pattuglie della Polizia e dei Carabinieri, in monotoni colori, quelli della tenuta antisommossa: il rischio di contatti tra opposte fazioni era evidente e sembra che il clima dei giorni precedenti sia stato infiammato da dichiarazioni minacciose (!?).
Va riconosciuto al Sindaco Ansideri, di essere stato attento nel permettere lo svolgimento di tutte e tre gli eventi: dell'unica sbavatura, un po' troppo premeditata, non vogliamo nemmeno parlarne. 
Insomma: in Piazza si protestava contro un'idea folle del Governo; in sala del Consiglio si raccontava la Folle storia di un città non più italiana; e per strada, la Follia degli artisti prendeva forma nei quadri.
Risultato: un gruppo  di ragazzi esprimeva le proprie visioni sul futuro, mentre un altro gruppo di ragazzi partiva dalla storia futurista per raccontarsi, ed altri viaggiavano nel tempo disegnando. Bastia viveva! Senza polemiche, pacificamente! E senza corsi a dolorosi ricorsi, ovvi, quanto vivi in tutti noi.
Un solo neo: il più maligno, però! Pochi bastioli interessati, troppo pochi...la Cultura, permeava tutti e tre gli incontri, da quella sociale e ambientalista dei referendari, si poteva passare a quella popolare della Carta del Carnaro, fino ad arrivare alla cultura dei sensi, quella estetica estemporanea dei dipinti: ma in pochi bastioli soffiava questa Cultura...ripetiamo, troppo pochi! Esserci non significava scegliere: si poteva ascoltare, interessarsi, anche soltanto per il puro piacere di farlo.
Il secondo neo, metastasi del primo: un giornalista che scrive per l'inserto locale di un giornale a tiratura Nazionale, si è fermato davanti al comune e ha chiesto ad un vigile urbano, che cosa stesse succedendo: poi è partito...?!? Come è possibile parlare di Cultura in una città così? Di qualsiasi tipo di Cultura, intendiamo, senza scegliere (ripetiamo) quella giusta o quella sbagliata.

Onore a chi per questo combatte o lotta, e anche a chi disegna! E un po' anche a noi, che scriviamo pensierini!

1 commento:

  1. siamo riusciti a rimetter a posto tutte le H!?!...

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