Nuova policy

Policy del blog, da qui a un tempo x

mercoledì 4 maggio 2011

La vera eleganza morale consiste nell'arte di travestire le proprie vittorie da sconfitte

Era questa l'arte del José Intercontinentale: faceva realtà le parole di Emil Cioran.
Mourinho ci aveva abituato ad un aplomb da vero gentleman, conosceva quell'arte della lamentazione, della sofferenza, del pessimismo, tipica di chi sa di essere il più forte, ma lo vuole sottolineare con eleganza. Certo, non è mai stato un tipetto modesto, ma d'altronde, al mondo d'oggi, come diceva Mughini "non c'è niente di più stupido della falsa modestia". Ed è vero. Lui, allenatore da record, probabilmente ancora il migliore al mondo, che arriva in Italia, per permettere ad un Carrozzone di manigoldi come l'Inter, di vincere tutto il vincibile, pochi anni dopo il tanto caro (a noi!?) 5 maggio! Che motivi avrebbe mai avuto, per essere parco e conveniente?





Era comunque capace, di mettersi in seconda fila, di apprezzare le vittorie, con quello sguardo un po' superficiale, di chi invece pensa già alle battaglie di domani. Era elegante, o almeno tanti noi italiani credevamo che lo fosse.
Dall'Inghilterra, e più precisamente dalla chicchissima Chelsea, si era portato dietro quel modo tipicamente british di ironizzare contro chiunque fosse in disaccordo con lui (che è permalosetto, non possiamo negarlo), di sublimare alle critiche, di vincere e rivincere, e pensare ancora a vincere..
..ma adesso che cosa è successo? Forse l'abitudine della vittoria lo ha marcito da dentro? Forse invece, se è vero che si è portato dietro dal Regno Unito, quelle virtù e quei vizi, allora dall'Italia si è portato dietro qualcos'altro? Che cosa esattamente? Forse il vittimismo nella sconfitta, il prendersela sempre e comunque con gli altri, il complottismo, la maliziosa dietrologia su tutto e tutti, la continua ricerca delle congiure di Palazzo: Unspecial One, qui da noi, visto che questi sono i tipici comportamenti nazionali. L'offesa indiscriminata poi, è una reazione di bile, e allora prendersela con Guardiola, con i giocatori tuffatori e picchiatori, con il Sistema che tutela il Barça, e vi dicendo, vengono da sé. Fino ad arrivare alla scelta estrema, snobbistica quanto anticospirazione, di vedere la partita dall'hotel.
Mou, accecato ormai dal suo Ego, non si è reso conto che i suoi non sono una squadra: e non è stato in grado di farceli diventare nemmeno lui. I Catalani saranno anche piagnoni picchiatori, ma alla fine (prendendo le botte anche loro) riescono ad esprimere un gioco corale, e che gioco! I Galacticos no! Cercano continuamente una giocata di uno dei geni, ma non sempre si risolvono le situazioni con i singoli: spesso e volentieri  serve il coro. Poi a dire il vero, in quel coro blaugrana ci sono solisti di tutto rispetto, ma questo è un altro discorso.
La pochezza di gioco del Real, è stata sottolineata dalla superiorità del Barcellona, c'è poco da dire, punto e basta. Adesso, per piacere, che ci risparmi il portoghese, tutte le elucubrazioni su congiure di potere, i veleni, le scorrettezze. Adesso è il momento di recuperare quel self control britannico: unica cosa che è rimasta da recuperare, visto che gli 8 punti in campionato sono tanti!?




"...quante volte lo sai si piange in amore 
ma per tutti c'e' sempre un giorno di sole 
io non ti vorrei vedere piangere cosi' 
non e' mia la colpa se non vuole dirti si..."



Bisogna saper perdere.. cantavano i The Rokes!!! 





Nessun commento:

Posta un commento

Commenta quel che vuoi o come vuoi. Ma cerca di mantenere quella che i più fighi chiamano "netiquette" e che qui chiamiamo "buon senso". Se poi riesci a dire anche qualcosa di intelligente, meglio.
Grazie