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sabato 16 aprile 2011

Pierino e il Lapo

Attuali, anzi attualissimi! Up to date, per dirla all’inglese, purtroppo. Oppure può darsi che portiamo un po’ di sfiga, siamo delle ottime Cassandre.
Quello che è certo, comunque, è che questo blog, non solo analizza l’attualità con assoluta contemporaneità: spesso la prevarica! In che senso?
Guardate per esempio: ieri abbiamo scritto un post dove polemizzavamo sulla miope lungimiranza e la scarsa attenzione dell’Amministrazione Comunale di Bastia, sui temi dei servizi sociali, portando come esempio l’aumento delle rette dell’asilo nido comunale (pubblico); proponevamo un parossismo in cui questa scelta avrebbe portato a modificare rapporti della popolazione con i servizi pubblici, fino al rischio di preferire (secondo l’indirizzo di governo) l’utilizzo dei privati anche per quelle necessità basilari che rientrano all’interno di un buon sistema di welfare state.
Che ti va a combinare oggi, il nostro Presidente del Consiglio? Spara una dichiarazione sbilenca (intervenendo all’Associazione Nazionale delle mamme): secondo il suo monito, sarebbe compito di brave genitrici, sottrarre i propri pargoli da “quegli insegnamenti di sinistra che nella scuola pubblica inculcano ideologie e valori diversi dal quelli della famiglia". Evviva la scuola privata!!

Senza polemizzare, mentre gongolavamo, ci è venuta in mente una storiella, che vi vogliamo raccontare.


Un giorno Pierino, buttato fuori dalla porta, per l’ennesima volta, decide di andare a parlare con il Preside. Il Prof. Miussani (vi ricorda qualcuno?) era una persona austera, di formazione cattolica (aveva studiato in una scuola di frati e suore), sempre serio, accigliato, retto, ma che voleva bene a Pierino: sia ben chiaro, al discoletto, non glie ne faceva passare una, lui voleva per i sui alunni il meglio, soprattutto voleva che fossero Educati (si con la lettera maiuscola).
Pierino entrò nell’ufficio di Presidenza, dove per le numerose marachelle commesse era un habitué, e trovò il Preside più accigliato del solito. Sembrava preoccupato e non accolse il monello con il suo solito “Oh che bene! Pierino, eccoti qua!”. Il nostro scapestrato alunno, che in fondo di animo era molto buono, si preoccupò subito (tra Pierino ed il Prof. Miussani, c’era un legame tipo quello tra Bart e il Pres. Skinner: era uno di quei nemici fondamentali per la tua esistenza, praticamente un amico). Entrò e disse:

P: Buongiorno sig. Preside. È un po’ che non ci vediamo. Come va? La vedo preoccupato?”.
M: “Buongiorno Pierino, se ieri ti sembra un bel po’ di tempo?” “ Che ha i combinato stavolta?”
P: “ Oh niente di che. Avevo problemi a capire la terza delle I dell’istruzione!? E la maestra mi ha buttato fuori!”
M: “Non ti preoccupare, tanto le ha messe in soffitta Fioroni. Comunque la terza è IMPRESA!!” “Ma adesso ce ne sono ben altri di problemi!!”
P: “Ah! È per questo che la vedo così inquieto?!”
M: “E si, caro Pierino. Stiamo vivendo tempi di passaggio. Stiamo andando dalla scuola pubblica, verso quella privata, o almeno finiremo per favorirla, prima o poi. Che disdetta!”
P: “Ma che sta dicendo? Mi spieghi, che significa la scuola pubblica o privata?” “Non ho capito, mi conosce, io in Italiano c’o 3!?”
M: “Con l’h Pierino, con l’h!! C’ho, semmai, si scrive con l’h!?” “Comunque, anche se sei un mezzo ignorantone, e non sai né la grammatica, tantomeno le tabelline, voglio spiegarti qualcosa in più!”
P:” Grazie!” “ Così quando quello scorreggione del Prof. di ginnastica, mi fa fare le flessioni, lo azzero con questa storiella!”
M: “Non credere che sia troppo un storiella, caro mio!” “E comunque, hai ragione. Ne ha fatta una, alla riunione di programmazione, che sembrava di stare ad Hanoi, mancava solo l’Agente Arancio!”
P: “Allora da dove cominciamo?”
M: “Dunque, vediamo un po’.” “Che cosa  è la scuola pubblica? Come dirti: è una scuola aperta a tutti, gli insegnanti sono dipendenti pubblici, che dovrebbero essere selezionati tramite regolare concorso pubblico (ma questa è un’altra storia); i libri, la mensa, i trasporti, sono forniti dal servizio pubblico, quindi adeguatamente controllati.
P: “Aperta a tutti tutti?!” “Anche ai figli di una casalinga ed un cassintegrato come me?!”
M: “Certo Pierino, sei qui! E anche da diversi anni, aggiungerei!!” “Anzi ti dirò di più: la scuola pubblica ha come scopo principale, oltre l’istruzione chiaramente, l’obbiettivo della multiculturalità e dell’eguaglianza sociale.”
P: “Multi.. che? Eguaglianza come?”
M: “Ce l’hai presente Mohamed, che stava per banco con te? O il figlio dello scopino?”
P: “Si uno puzzava d’aglio che buttava giù, quell’altro non ti dico?!”
M: “Pierino, non essere razzista. Con loro ci giochi sempre, sono i tuoi migliori amichetti!”
P: “E’ per questo che ti dico che puzzano! Ci sto sempre insieme, ho mangiato più cous cous che sogliole.. ..sai com’è, con la cassa integrazione di babbo, spesso c’è la Simmenthal, e allora.. .. e poi quel pastone, sembra il mangime dei pappagallini, però è buono!” “Va bè, ma torniamo a noi. La multiculturalità e quell’altra cosa, come vanno? Procedono bene? Sembra un buon modello.”
M: “Se la società cresce con queste ideologie, civile, evoluta, illuminata, facendo largo tra il distacco, la separazione, la diversità, funziona eccome! Sta a noi farla funzionare, e adesso in particolare sta a te e a quelli della tua età.” “Se invece non prevalgono questi sentimenti, e prevale la gerarchizzazione sociale, la differenziazione, la legge della giungla (economica, più che altro), allora la scuola pubblica, viene privata di tutti i suoi fondamenti e diventerà una fogna!”
P: “Ariecco le puzze!! Non so bene che cosa sia la gerarchizzazione sociale, ma mi sembra una cosa brutta. Su quella si basa la scuola privata?”
“Bé. Non solo, o almeno non tutte. La scuola privata è una scuola un po’ d’elite, chicchettosa come dite voi giovani. Ci va chi ha i soldi per andarci. Il corpo docenti è scelto tra professionisti, come nel resto del mercato del lavoro, non c’è nessuno che può mettere becco se i libri costano troppo e nemmeno se alla mensa si paga come in un 2 stelle Michelin.”
P:”Ma!?” “E allora?”
M: “ Sai Pierino, devi sapere che nelle scuole private, il destino delle persone si decide da subito, dicono che lì nasceranno le eccellenze del nostro paese, i genitori saranno contenti di investire sul futuro dei propri figli, e d’altronde i professori, per mantenere commercialmente appetibile la scuola, devono lavorare sodo sugli alunni.”
P: “Ma anche i nostri lavorano sodo!?”
M: “Si ma per quelli là, c’è un ritorno. Se inizi da piccoli a formare la classe dirigente del futuro, in un certo modo, poi avrai dei risultati!”
P: “Cioè: mica sono scemo io! Vorrebbe farmi credere che le persone ammaestrate da piccole, sarebbero più governabili? Come il Breton di nonno? Permetterebbero meglio la sopravvivenza di un certa visione socio-economica!?”
M: “Accidenti Pierino, che parolone!? Dove le hai imparate?!”
P: “Un po’ a scuola, un po’ leggo sempre danemblog, sa quelli scrivono cose giuste!”
M: “Non dire cavolate Pierino, sei troppo piccolo per stare davanti ad internet tutto il giorno: vai a giocare al parco con il tuo amico Mohamed!” “Comunque devo dire, che un po’ c’hai preso, in quello che dicevi!?”
P:” Visto: mica sono scemo, lo dicevo!. Ma non può essere solo così?!”
M: “ No! Infatti ci sono molte scuole private, che attraverso un serissima selezione, permettono l’ingresso soltanto a pochi, investono su di loro, e creano elementi di altissima qualità.”
P: “Oh, bene io voglio andare in una di quelle!” “Ho un’intelligenza innata, sono limitato qui” "Io voglio essere come Lapo".
M: "Lascia perdere" “ E poi, senza fare i conti in tasca ai tuoi, ma dubito che tu possa andarci, ci vorranno 20-30 mila euro all’anno, dove li trovano i tuoi genitori!?”
P: “Ho visto l’ISEE, ce li hanno!”
M: “Si, ma quelli sono lordi… ..magari fossero veri!!”
P:” E allora?”
M: “Allora non te la puoi permettere! E’ il mercato bellezza!” “Ma anche qui siamo bravi. Gli insegnanti sono ottimi, e per di più, per molti soldi in meno di quelli privati, si fanno un mazzo tanto ogni anno, senza sapere se il prossimo lavoreranno o no! Qui, molti degli insegnanti, lo fanno veramente per passione, sono dei veri socratici!”
P: “Saranno anche sarcastici, ma io ho il diritto di scegliere di andare alla scuola privata!”
M: “No forse non hai capito, somarello. Tu non hai i soldi per andarci, non è una questione di diritto! Gnoccolone!”
P: “Ma io sono liberista! Io voglio poter andare alla scuola privata! Se non ce la fanno i miei, lo Stato mi passerà dei finanziamenti!”
M: “No, non ci siamo. Se sei liberista, come dici, allora fatti tuoi: sei tu l’autore del tuo futuro. Che centra lo Stato? Tu Pierino, non hai una lira, non puoi permetterti di essere liberista. Semmai dovrai essere assistenzialista o liberaldemocratico, se ti piace tanto la libertà!”.
P: “Ma adesso come facciamo?”
M: “Intanto comincia a studiare e ad impegnarti, sogna, gioca, partecipa, lotta. Il tuo amato Stato, prima o poi si deciderà ad investire di più in queste scuole, per permettere a tutti di avere dei livelli d’istruzione elevati, di preparazione consoni al contesto sociale, senza priorità arbitrarie, senza distinzioni di classe sociale, senza privilegi e privilegiati, favorendo tutti sugli uni, favorendo il merito sul reddito, favorendo la passione sul potere. Almeno speriamo!”
P: “Ma professore, lei che ha studiato dalle suore? Che mi dice queste cose? Ma lei.. lei è.. lei è un COMUNISTA?!”
M: “Ma chi l’ha detto Pierino? Perché dici questo?”
P: “L’ha detto quello in TV con la testa di plastica. Ha detto che chi guarda alla comunità, chi vuole favorire i molti invece dei pochi, chi pretende che i servizi dello Stato siano commisurati alle tassazioni, chi non evade quelle tassazioni, chi pretende un livello d’istruzione pubblico elevato, chi crede nei Giudici e nella Magistratura, chi non se la prende con i diversi, chi punta sul riconoscimento dei diritti civili ed umani, chi non pensa prima ai propri interessi che a quelli degli altri: bé sono sicuro l’ha detto lui, quelli così sono COMUNISTI!
M: “Ma non Pierino, ti sbagli, quella è la DEMOCRAZIA, una cosa diversa! Te l’ho detto vai a giocare al parco, dopo aver fatto i compiti, che è meglio”. “Insomma che cosa ha i capito di questa chiacchierata?”

DRIIIIINNNNN!!

P: “La RICRAZIONEEEEE!!!! EVVAI!!!!! CIAO CIAO VECCHIO BAFFONE!!!” “ GRAZIEEEE!!!”.
M: “ Ciao Pierino, al domani….”




Grazie a leonardo.blogpsot ,per l’ispirazione.




1 commento:

  1. VECCHIO BAFFONE?
    Allora è comunista sul serio!
    eheheheh

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