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venerdì 1 aprile 2011

mi chiamo Derrick. Vengo da Chicago, IL.

Sabato 16 aprile, inizieranno i Playoffs NBA. Ormai i giochi sono pressoché fatti, le squadre devono giocare le ultime 5/6 , per lo più insignificanti, partite. Sia ad Est che ad Ovest, è quasi tutto deciso, fatta eccezione per la lotta all’ottavo posto: onestamente vedo rispettivamente favorite Indiana (almeno lo spero perché Charlotte non merita la post season) e Houston (che ho visto giocare da poco, e mi ha impressionato, Scola soprattutto). I miei cari New York sfigatissimi Knicks, troveranno con ogni probabilità al primo turno i Celtics e con altrettanta probabilità addio sogni di gloria. Piccola parentesi: ha più senso firmare dove Melo metto Anthony e Billups, adesso, o aspettare il prossimo anno CP3? La risposta ai posteri, ma il problema è che se stai ancora ad ascoltare Isahia Thomas e le sue telefonate, non vai lontano di sicuro.
By the way, la reg season si sta chiudendo sotto il segno dei Chicago Bulls. Si quelli del 23 volante, che non c’è più e non sarà mai sostituito, voglio metterlo subito in chiaro. Fatto sta, comunque, che sono i primi della Eastern Conference, con 54 vittorie, record uguale a quello di LAL (per il momento): una grande stagione, giocata benissimo in difesa (coach Tom Thinodeau è uno dei migliori allenatori della fase difensiva, ricordate i Celtic di una paio di anni fa?) e con lo spirito di squadra giusto per andare fino in fondo. Francamente non penso che possano vincere il titolo, né tantomeno raggiungere la finale, perché Miami e il suo trio, sono probabilmente ancora di un altro livello. Ma i Bulls hanno Derrick (Rose)! Pooh (così lo chiamava la nonna, perché era cicciottello e somigliava all’orsetto Winnie) è di Chicago, vive a 10 minuti dallo United Center e vive ancora con i suoi (strano per un fenomeno dello sport più cinematografico del mondo, no?). Non credo che ci siano dubbi, sul fatto che Rose debba essere nominato MVP della stagione, parlano le cifre (ppg 25.0 – rpg 4.2 – apg 7.9 con un 43.9% dal campo) e poi lo dice anche Lebron (che di soprannome fa il prescelto). Derrick Rose è una superstar assoluta, ma coach Calipari a Menphis questo lo sapeva già, quello che non pensava, forse, è che al terzo anno NBA sarebbe riuscito a far vincere la stagione regolare Eastern Conference, ai Bulls, cosa che non succedeva dai tempi di MJ. È vero, Chicago è una buona squadra in generale, c’è  un’altra star come Boozer (che però ama più il suo portafoglio, di quanto non abbia mai amato il basket, forse) c’è Deng, è tornato Noah, e poi ci sono diversi altri buoni giocatori a contorno. Ma tutti, Boozer compreso, non avrebbero mai fatto una stagione così, senza DR1: per capirci, questo è uno che al college o alla high school (non ricordo bene) ha fatto una partita da 0 punti, senza tirare mai, passandola solamente, perché voleva premiare i compagni. Se non lo vince uno così l’MVP, allora…

..NBA Playoffs coming soon… ..the amazings coming soon

Quanto mi piace parlare di NBA, anche se non ne importa niente a nessuno. Queste pagine sono una liberazione, perché ovviamente a casa Dan ha tutto meno che intensione di ascoltarmi: appena metto una partita (nella assistita circostanza in cui mi è possibile vederla), le scimmiette cominciano una festa nella sua testolina. Non avendo nemmeno amici particolarmente appassionati, ne parlo qui, scrivendo queste righe, consapevole comunque che le leggerete in pochi e a meno ancora interesseranno. Ma io credo che sia lo sport più bello del mondo!

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