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lunedì 25 aprile 2011

La Pasqua Nazionale

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Unica considerazione, nasce da un articolo letto su Il Messaggero di ieri.
Si parlava del 25 aprile, sottolineando che per noi italiani non è semplicemente (che poi semplice non è stato) la liberazione dalla tragedia del fascismo e del nazismo, della fine di una guerra drammatica. C'era qualcosa di piú dietro. Quel qualcosa che poi si è ritrovato nei primissimi anni successivi al 1945. Gli anni '50 sono stati per il nostro paese, gli anni della rinascita, non solo dalla guerra che ci aveva dilaniato, ancora piú consegnandoci sconfitti. Sono stati gli anni della crescita economica, gli anni dello sviluppo industriale, ma di piú: hanno segnato la rinascita di quei valori, di quelle idee, di quelle visioni, che stanno ancora (tentando) di spingere la nostra democrazia. Mai come in quel periodo, e mai più dopo di allora, il Parlamento "è stato impegnato così a lungo e in modo così costruttivo in un dibattito dedicato a tracciare le grandi direzioni dello sviluppo futuro dell'Italia". 
Nell'articolo, bello, di sentimento, si concludeva nella necessitá di un nuovo 25 aprile per la nostra Nazione. Si parlava di riprendersi la responsabilitá del futuro (parole simili usate anche da Napolitano oggi), per tornare a spingere la nostra Democrazia, superando le paure e ricostruendo la speranza nel domani. Si rimandava alle parole più famose di Papa Giovanni Paolo II ,"non abbiate paura", per guardare ai cambiamenti del mondo, senza sentirci sopraffatti: "per riacquistare il senso di un destino comune".

Questa potrebbe essere la "resurrezione" nazionale, per cosí dire, visto che il periodo è questo, si potrebbe parlare di una Pasqua per l'ITALIA. O meglio, come si diceva nel pezzo de Il Messaggero,  del Nostro, di noi Italiani, nuovo 25 Aprile.


Per inciso l'articolo l'aveva scritto Romano Prodi, sicuramente il politico piú vicino alle idee liberal-democratiche che ci rappresentano, e forse il piú liberale (e magari vicino a quella destra Modena ed europeista) dei premier dei nostri giorni. Ma noi eravamo troppo impegnati a pensare alla sua covina ed a Striscia la Notizia che lo sfotteva (anche giustamente!) per il suo modo di parlare, per accorgercene.



"Non avere paura, significa avere fiducia nella nostra capacità di trovare in questo momento di gravissima crisi, la solidarietà necessaria per convincere tutti gli italiani, che la ricostruzione civivle ed economica dell'Italia  sarà portata avanti dai sacrifici di tutti, ma dagli sforzi proporzionati alle spalle di chi li deve compiere. Proprio come apparve possibile il 25 aprile 1945, in un'Italia pur ancora dilaniata dagli odii e dalle divisioni."  R. Prodi


Buona Pasquetta e buon 25 aprile!!





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