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sabato 23 aprile 2011

Il Successo - racconto di Daniele Ridolfi

IL SUCCESSO
di Daniele Ridolfi


"IL SUCCESSO PER ME? GRAZIE PER QUESTA DOMANDA.
SARÀ PIÙ FACILE SPIEGARTI COME L'HO RAGGIUNTO.
OGNUNO AVRÀ IL SUO SEGRETO, LE SUE REGOLE, AL CONTRARIO IO CREDO CHE NON CI SIANO FORMULE:
OCCORRE DEDIZIONE, PASSIONE, CAPACITÀ, MA QUESTE  DA SOLE NON BASTANO, OCCORRE TROVARSI AL MOMENTO GIUSTO NEL POSTO GIUSTO.
IO C'ERO.
IL DESIDERIO DI ESSERE VINCENTI È VECCHIO COME IL MONDO, MA ESSERLO PER IL SOLO SCOPO DI STARE IN CIMA NON BASTA.
CI SONO RESPONSABILITÀ DA RISPETTARE, CHE VANNO ALDILÀ DEL TUO QUOTIDIANO. ABBIAMO IL POTERE DI CAMBIARE IL MONDO.
IO L'HO FATTO.
È PESANTE DOVER SOPPORTARE TUTTO QUESTO? SÌ, MA A VOLTE PENSO "QUALCUNO DEVE PUR FARLO. DOVE ANDREMMO A FINIRE SE TUTTI SE NE STESSERO CON LE MANI IN MANO?"
LA RICERCA È SICURAMENTE LA CHIAVE IMPORTANTE. OGNI GIORNO DOBBIAMO PROVARE, CERCARE LA MANIERA DI RENDERE LA TUA VITA E QUELLA DEGLI ALTRI PIÙ SEMPLICE. CERCARE LA FORMULA DELLA FELICITÀ.
IO L'HO TROVATA.
IL SUCCESO PUÒ CAMBIARE LA VITA? SÌ MA NON PER ME. NONOSTANTE TI POSSA DARE L'ILLUSIONE DI GRANDEZZA, TI RENDI CONTO DI ESSERE SOLO UN PICCOLO PUNTO DELL'UNIVERSO.
IL REALTÀ SIAMO CANDELE CHE VOGLIONO DIVENTARE STELLE, PIÙ FORTE BRILLANO PRIMA SI CONSUMANO.
PER QUANTO POSSIAMO FARE, LAVORARE, OTTENERE E CONQUISTARE PER NOI STESSI, OGNI PASSO PASSO FATTO È UN REGALO AL PROSSIMO."




Antonio Campoateniese, detto Tonino, nasce a Siracusa la notte tra il 9 e il 10 luglio 1943, figlio di Maria Curato e Giuliano Campoateniese, allora prigioniero per mano fascista con l'accusante mafiosa, libero all'indomani dello sbarco in Sicilia degli Alleati. Antonio cresce nell'ambiente siciliano, in piena ricostruzione post-bellica. Il padre facente parte e appoggiato dal Movimento Independentista Siciliano, lo introduce all'attività mafiosa già dalla tenera età. È uomo d'onore a 14 anni, facente parte della banda dell'attentato dell'aranceto. Prosegue una linea invidiabile nell'organizzazione mafiosa, guidato dallo "zi' Charly", uno dei più influenti abili "boss" rientrati dagli Stati Uniti. In pochissimo tempo è suo fedelissimo al quale il capo non solo confida segreti e astuzie ma lo prepara ad una vita di inganni e furbizie. Il giovane Tonino è ottimo apprendista, e nel 1960 a soli 17 anni è capozona di Siracusa con diritti sul porto, includento tutto il traffico in entrata ed uscita. Lì grazie allo "zí Charly" capisce l'importanza delle lingue e nonostante abbia solo la terza elementare impara l'inglese. In principio si occupava del traffico d'armi, interponendosi con gli stessi americani.
Per più di un decennio conduce il traffico di eroina, mantenendo saldi rapporti con gli Stati Uniti. Nonostante ciò, inizia a trasferire parte della fortuna accumulata in sud America. Approssimativamente in Venezuela e Argentina, grazie ad agganci di "famiglia mafiosa" trasferitasi negli anni '30.
Intraprende i viaggi dall'Italia al Sud America grazie alle navi di trasporti merci e materiali, scoprendo via via il traffico transatlantico di stupefacenti. Ne approfondisce gli scambi utilizzando le navi da crociera, divendo successivamante uno dei più ricchi armatori.
Negli anni settanta, dopo una sanguinosa lotta tra membri dello stesso clan siciliano, per la spartizione di proventi di attività illecite come prostituzione ed estorsione, si rifugia in Venezuela, da dove dirige i traffici di droga verso l'Italia. È sua la rete di commercio di frutta più importante del sud america.
Da quí in avanti si hanno pochissime informazioni ufficiali sulla sua attività. Ufficialmente il signor Antonio Campoateniese risulta attualmente vivo in Caracas, ad un domicilio inesistente.
Da lí a poco scopre ciò che lo renderà famoso con il nome de "el Camaleon". I suoi cambi d'identità sono più rapidi delle indagini. All'epoca non esisteva un reale interessamento alle sue attivitàe quindi alla sua paersona. Difatto si presume una corruzione politicogiudiziaria che lo avrebbe protetto per più di un ventennio. Un microambiente perfetto per costruire le fondamenta del suo impero. Le identità al momento riconosciute sono almeno sette e tra queste: Vasco Ramirez Maya, Roberto do Pal, Richard Hosman, Paul Denver. Si pensa che ne abbia costruite almeno altre centoventi. Con ogni probabilità è un esperto anche di cammuffaggio.
Continua organizzando traffici di droga e di armi. Ottiene rapporti con il cartello di Medellín negli anni settanta, giungendo a stringere rapporti e la mano del narcotrafficante più famoso: Pablo Escobar. Con ogni probabilità rientra tra i trafficanti, e trasportatori più affidabili al mondo, grazie ad una qualità di "servizio" non indifferente, basata su segreti e rapporti personali segretissimi che lo stesso Antonio/Camaleon oggi mantiene attivi. La strategia siciliana del silenzio è dura da mantenere, soprattutto tra i propri collaboratori che "licenzia" personalmente al minimo errore. El Camaleon è ricercato per circa venti omicidi solo tra Colombia e Venezuela. Ovviamente la caccia all'uomo non è mai iniziata.
Cresce la sua fama di trafficante, tale che rientrando in Italia di quando in quando, riapre contatti con la mafia all'inizio degli anni '80. Tra i suoi affari rientra anche il traffico di armi e di esplosivi, in particolare con paesi dell'est. Fa giungere in Italia enormi quantità di esplosivo, presumibilmente parte del quale sarà venduto e quindi utilizzato in alcune stragi italiane. Sembrerebbe che successivamente abbia partecipato in medio oriente ad alcuni passaggi di armi "tossiche", ma per circostanze tutt'ora poco chiare, sparì dalla circolazione molto prima che fosse scoperto il "traffico nucleare". Il tutto coincide con la sparizione della presunta compagna messicana Ana Muñoz Calín, che risiedeva nelle vicinanze di Acapulco. Informazioni poco chiare pongono la sua vita strettamente personale e familiare in stretta relazione con ambienti terroristici. Della signora "del Camaleon" non si avranno informazioni fino al dicembre del 2004, data nella quale viene registrato l'acquisto di un loculo nella stessa Acapulco. Probabilmente il circuito terroristico dell'est rapí e uccise la donna e "el camaleon" corse ai ripari proteggendo e disperdendo la famiglia (quattro figli, tre femmine e un maschio) per il mondo con nomi e documenti falsi.
Con l'inizio degli anni '90, coincidente con il declino del cartello di Medellín di Escobar, trasferisce enormi capitali in isole off-shore, riapprodando in europa. La facilità di trasporto di qualsiasi materiale, lo rendono uno dei maggiori trasportatori e successivamente con la tecnologia, uno dei più grandi ripulitori di denaro sporco al mondo. Tutt'ora oggi pare che finanzi un nutrito gruppo di hacker informatici e allo stesso tempo società fittizie.
Passa le frontiere dopo la caduta del muro di Berlino e con incredibile facilità da inizio ad uno dei traffici di prostituzione più proliferi della storia: quello delle donne dell'est. Pioniere dell'attività si rifugia sotto altri falsi nomi  come Nicholay Vareznickov. La sua rete di conoscenze è fitta, collegamenti però dove lui gioca il ruolo fondamentale rischiando personalmente la propria vita ma riuscendo a mantenere sempre la centralità e lo snodo dei traffici. Alla fine degli anni '90 è dunque uno dei maggiori trafficanti di persone al mondo. Le sue capacità sono talmente vaste e complicate che riesce a muovere fino a mille persone al giorno. Uno dei suoi migliori stratagemmi è sicuramente la corruzione.
È il più abile trafficante della storia, seppure le sue ricchezze calcolate approssimativamente sono decisamente inferiori alla media dei "colleghi". Nonostante ciò, a differenza dei suoi "colleghi" rimane in vita. È reputato dalle mafie di tutto il mondo il migior "tour operator" della storia. Da tempo, ah ridotto tutte le sue attività, lasciandole probabilmente in  mani conosciute o mafie consolidate. Ad oggi lavora per organizzazioni clandestine, la stessa mafia italiana, statunitense, fino alla cinese, per favorire viaggi di lavoro e personali dei più importanti boss. Per una cifra relativamente alta, mettersi nelle mani del Camaleon significa raggiungere la destinazione in maniera sicura e rapida. Le diverse attività illegali di tutta la sua vita lo rendono uno dei maggiori conoscitori del sistema criminale a livello mondiale. La sua cattura vorrebe dire chiarire numerosi buchi oscuri del mercato nero, e non solo. Con ogni probabilità, conosce retroscena politici ed economici di interi paesi, dei quali tutt'ora rimangono dubbi e nodi intrecciati.
La sua abilità nello scomparire ne fanno di lui una leggenda, poiché in molti paesi non solo è ricercato per attività criminali, ma anche perché si presume che abbia partecipato al trasferimento e alla conservazione di importanti informazioni di stato. Pur negandolo la stessa CIA statunitense potrebbe cercarlo in quanto possibile collaboratore non più necessario.
Del Camaleon non esistono al momento fotografie ufficiali, né tantomeno dichiarazioni, registrazioni o video.
La sopracitata frase è sicuramente la trascrizione dell'unica intercettazione telefonica satellitare pervenuta da una non pervenuta località dell'oceano Pacifico, risalente al gennaio scorso. Indiscrezioni non dimostrabili farebbero pensare ad una dichiarazione in punto di morte ad una figlia. Altre informazioni più sicure dimostrerebbero che "El Camaleon" farebbe parte, o forse sarebbe alla direzione di una delle organizzazioni anarchiche più pericolose al mondo. Manterrebbe contatti con terroristi e allo stesso tempo con governi di tutto il mondo...
La leggenda del Camaleon è tra le più assurde ed incredibili che la storia abbia mai visto, talvolta addossandogli crimini mai commessi o per natura impossibili.

In qualsiasi caso la storia de "El Camaleon" è da ritenersi pura leggenda, ma qualcosa da qualche parte ci dice che non è così.




Ogni riferimento a fatti o persone é puramente casuale.
La storia è frutto della fantasia dell' autore(nd danem).









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