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martedì 19 aprile 2011

..e si sta senza parlare, per intere settimane..



"Di tutte le cose che la sapienza procura in vista della vita felice, il bene più grande è l'acquisto dell'amicizia"  Epicuro.

"Ogni amicizia è un dramma impercettibile, una serie di sottili ferite"  E. Cioran.

Sicuramente tra quello che diceva Epicuro, e quello che diceva Cioran, ci corre molto. Non soltanto perché ci sono circa 2500 anni di distanza; e non soltanto perché Cioran ha scritto quelle parole in un libro che s'intitolava  L'inconveniente di essere nati: non propria epicurea come visione...
..tra il bianco di Epicuro, ed il nero di Cioran, probabilmente c'è tutto il grigio della vita, quella che si vive tutti i giorni: anzi forse più, che probabilmente!
Il punto è questo: noi, come voi di sicuro, abbiamo diverse amicizie, classificabili in cerchi concentrici, indubbiamente, e senza ripetere la nostra visione (quella del 10-90% del post E’ veramente così importante essere simpatici a tutti?), vogliamo parlare proprio di quel cerchio più stretto.

Oh, sia chiaro: non è che ci stanno antipatici tutti, abbiamo degli amici fraterni, per i quali daremmo tutto: veramente.  Lo vogliamo evidenziare subito, per sottolineare che non siamo dei sociopatici misantropi, anzi, al di là del blog, la nostra vita è ricca di compagnia e di affetti.
Detto questo, come sempre, c’è un però (come dicevano mio nipote Giulio ed il suo amico Jacopo, giorni fa: “però! c’è sempre un però…”; hanno 8 anni!?).
Una domanda, forse un po' retorica, ma non troppo scontata, ci gira per la testa da qualche giorno: “è necessario per essere amici, ma amici sul serio, condividere tutti gli atteggiamenti, i comportamenti, in più ampio le visioni, dell’altra persona?
Non sappiamo se la risposta “si”, sia la più ovvia, ossia quella che fa veramente pensare all’amicizia fraterna. Noi ci troviamo spesso in disaccordo, con tante delle persone che viviamo giornalmente, ma quello che ci lega è un sentimento sincero, non da reality show: noi non ci diciamo “ti amo”, ma ci vogliamo molto bene lo stesso.
Tantomeno, non possiamo pensare che vivere l’amicizia tra divergenze e dissonanze, sia facile o possibile: d’altronde è l’amore che non può essere bello se non è litigarello, mica l’amicizia!?!
Questa che sembra una riflessione retorica, diventa strutturale, se ti trovi davanti a qualcuno, per cui la non omologazione, passa come tradimento. Non abbiamo altro da aggiungere, d’altronde è una questione che ancora ci cruccia, per la quale ancora non abbiamo trovato una soluzione.
Una sola cosa in più: non è che con il livellamento d’intenti (chiamiamolo così,  martellante ricerca di una continua comunione forzata) si rischia che l’amicizia diventi, un po’ troppo (p)ossessiva?

Forse un giorno di questi troveremo la soluzione, ma non la scriveremo in un post, perché di una cosa siamo sicuri: ogni rapporto personale, tanto più le amicizie, hanno bisogno di equilibri unici e dinamici (nel senso, in continuo cambiamento), e figuratevi se dovessimo essere noi, con tutti le nostre paturnie, a dettare delle linee guida generali da seguire!? 




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