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giovedì 7 aprile 2011

Fruttivendolorum fanaticum

Si chiama Luigi Lombardi Vallauri. E’ un filosofo italiano, docente all’Università di Firenze, tiene il corso di filosofia del diritto. In passato ha insegnato all’Università Cattolica a Milano, dove è venuto  alla ribalta della cronaca qualche anno fa, quando dopo essere stato sospeso per eterodossia, aprì un contenzioso giudiziario con l’ateneo, che si concluse con la sua vittoria benedetta (ah!ah!) dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo. Nella sentenza del 2009, si ritenne che furono lesi i diritti alla libertà d'espressione e poi ad un equo processo, entrambi valori garantiti dalla Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti Fondamentali (rispettivamente agli articoli 10 e 6)
Il Giordano Bruno dei giorni nostri, è tornato sulla cresta dell’onda. Stavolta, non si tratta di temi alti, come combattere l’anticostituzionalità della pena infernale e del peccato originale e mettere in dubbio il dogma inferno. Stavolta non ci sarà bisogno dell’intervento della Corte di Strasburgo per dargli ragione. Ma la polemica, in termini limitati ben inteso (ci sono pur sempre cose più importanti!), attorno a se, la creerà lo stesso. Al seminario di 4 giornate intensive, infatti,  nell’incantata atmosfera di S. Marco di Cadore, sulla Filosofia del Diritto (corso opzionale dell’UniFi), davanti all’esuberanza numerica dei partecipanti, il Prof. ha inserito una propedeuticità: il vegetarianismo! Non è uno scherzo: Rousseau, Beccaria, Hobbes, Montesquieu e tutti gli altri , saranno vietati ai carnivori!





La decisione è stata presa democraticamente, sostengono alcuni studenti (gli altri non parlano, sarà per paura della bocciatura!?), di concerto con gli allievi. Ma non è per caso, che davanti al sacrosanto diritto di partecipare (pagando per altro 150 euretti!) e alla esuberanza numerica dei partecipanti, il nostro settantacinquenne, abbia trovato il modo per sfoltire un gruppo, non troppo ben gestibile, anche per un professore di valore come lui, ma ormai non più giovanissimo?!
La parvente limitazione della libertà individuale, diritto fondamentale se ce ne uno, contro cui lui stesso si è battuto in passato, è stata camuffata da stimolo motivazionale: se diventi vegetariano, sei degno dei grandi giusnaturalisti, altrimenti rimani a mangiare birra e salsicce, ignorante!
Tirando le somme, questi camouflage, non sarebbero necessari, se ad un certo momento della propria vita si decidesse (al di là del proprio valore intellettuale e professionale) di fare un passo indietro, e di far impegnare le energie a chi ce le ha, fresche magari!? Sarebbe una nota di merito, lasciando ai posteri i propri scritti, i propri studi, le proprie esperienze, e limitandosi a dare il proprio apporto dalla regia.
Questo si che sarebbe un diritto giusnaturalista: il diritto al ricambio generazionale.  Non di sicuro un vanto del made in Italy.
"Pochi sanno essere vecchi" F. de La Rochefoucauld

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