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venerdì 1 aprile 2011

Brufa che afa!?...

A me (Em) non piace la strada canonica (la cosiddetta Torgianese) che si fa da Bastia per andare a Torgiano. Qualche giorno fa, stavamo andando proprio verso la "torre tra i fiumi", per un incontro sulle energie rinnovabili, e come faccio spesso, sono passato per Brufa.
Lungo la strada, in quel tardo pomeriggio, ancora un po’ assolato, ci siamo all'improvvisi resi conto, di che bel lavoro è stato fatto dal Comune di Torgiano (e dai vari enti che lo hanno assistito) in questa collina, nel corso degli anni. Vogliamo sottolineare, che al momento che abbiamo scritto questi appunti, non ricordavamo di che partito fosse l’amministrazione attuale, comunque sebbene adesso ci siamo riinformati, non lo riporteremo lo stesso, anche perchè il merito maggiore va a tutte quelle precedenti, visto che quest'ultima si è insediata da troppo poco tempo. La  buona politica, comunque, deve essere incolore.
L’iniziativa Scultori a Brufa è arrivata alla 22° edizione, l’abbiamo vista crescere ed arricchirsi. 22 anni in cui le sculture hanno segnato il paesaggio, adesso più che mai organiche con il contesto ambientale. D’accordo, preservare e valorizzare un’area, il cui interesse economico, turistico ed agro-economico è riconosciuto, è abbastanza ovvio, ma non sempre semplice. Le colline che ospitano i cru della DOCG Torgiano, sono curate (merito sicuramente anche dei privati), ma arricchite dalla presenza di un parco di sculture all’aperto, incrementato negli anni. Non c’è bisogno di entrare nel merito dell’opere, possono piacere o meno, non è questo il punto importante. Sicuramente in un momento in cui si parla di ambiente in ogni senso, la valorizzazione e l’arricchimento della bellezza territoriale, passa anche attraverso iniziative di questo genere, in cui l’uomo e la sua arte, si fondono con la natura (ricca di per se, è vero).
Crediamo che tendere al bello, contro l’abbruttimento dell’omologazione, integrandolo con il contesto paesaggistico ed ambientale, sia la chiave da cui partire per la valorizzazione territoriale. La nostra anima, ha bisogno di un appagamento sensoriale, e la vista è il primo di questi.
Stiamo parlando di rispetto per l’ambiente, per i contesti naturali dei nostri territori, che vale quasi quanto usare le energie pulite, o fare la raccolta differenziata. Abbassare l'impatto della nostra vita, sulla nostra terra, passa anche attraverso queste cose. 

Certo, poi se vivi in una città non bellissima dal punto di vista naturistico, un po' sfigata per la collocazione geomorfologica, sfregiata dalla fame  dei volponi edilizi e dalle manovrette dei mariuoli politici che si sono susseguiti negli anni, l’unica cosa che ti resta da fare, è riaprire al traffico la piazza principale!? O almeno così sembra...

la bellezza senza dubbio, non fa le rivoluzioni. Ma viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno della bellezza”. A. Camus – L’uomo in rivolta.

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