Nuova policy

Policy del blog, da qui a un tempo x

venerdì 8 aprile 2011

Avevo sete e mi avete dato da bere...

Molto spesso in questi giorni, abbiamo sentito commenti, piuttosto critici e provocatori, che riguardavano la posizione della Chiesa Cattolica, sull’emergenza immigrazione. L’accusa è stata quella di non essersi troppo esposti sulla gestione politico/sociale della faccenda: nessun commento o suggerimento concreto, solo blande considerazioni e metafisiche prescrizioni evangeliche.
La domanda che ci poniamo, salendo sul lento treno delle critiche, è perché non assumere un’omologia di comportamenti? Perché tanto clamore per il crocifisso in classe e tanto poco per l’esodo di questi disperati?
Sia ben chiaro, la questione, forse per certi versi retorica, è rivolta alle alte gerarchie. Il nostro paese è disseminato di una rete fittissima di organizzazioni cattoliche, territorializzate, che sono spesso, e purtroppo, l’unico (in uno stato male organizzato come il nostro) elemento di soccorso, assistenza e solidarietà. Parliamo della Caritas, per esempio per fare un nome tra i tanti.
Le alte sfere, però, si limitano a reagire con disgusto (e chi non lo sarebbe) alle parole di alcuni nostri leader politici, brontolano un po’, ma non tanto di più.
E’ arrivato veramente il momento il cui le parole di Charles di Montalembert saranno soddisfatte, oppure il libero Stato in libera Chiesa, sta diventando un palliativo delle situazioni più scomode?
Le gerarchie cattoliche hanno anche loro delle convenienze, per cui vale la pena di adeguarsi?
La parola “respingere”, al di là del lessico politico con cui può essere tradotta, in Italia ha sempre funzionato bene, ma può questa Chiesa permetterne ancora l'utilizzo? La lega, che per quello che concerne proprio il lessico politico è da rivedere, ha scommesso tanto in questi ultimi anni proprio su questo verbo. Ha sbandierato il Trattato d’amicizia con Gheddafi, senza parlare (come la Chiesa) dei metodi disumani di respingimento. E adesso? Fare dietrofront, mettere in discussione la validità di un contratto (costoso 5 mld di euro) con un dittatore, è politicamente, e soprattutto elettoralmente, possibile? La Chiesa da che parte sta?
La soluzione? Torniamo allora ad usare l’incantesimo del “respingere”, tanto se vai a Messa la domenica, non se la prende nessuno!



Nessun commento:

Posta un commento

Commenta quel che vuoi o come vuoi. Ma cerca di mantenere quella che i più fighi chiamano "netiquette" e che qui chiamiamo "buon senso". Se poi riesci a dire anche qualcosa di intelligente, meglio.
Grazie