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martedì 22 marzo 2011

..retoriche domandiche..

Volevo spendere due parole, ma proprio due (perchè più non ne vale la pena) sulla nostra attualissima situazione politica.

In data 17 marzo, si sono festeggiati i 150nni dell'Unità d'Italia. Bandiere ovunque, cerimonie, eroici elogi, e quanto di solito visto soltanto per le vittorie ai mondiali di calcio (come molti hanno fatto notare): anzi per la verità, la partecipazione popolare, è stata un po' più bassa. Al di là della vera questione, e cioè che il nostro Nazionalismo (quello vero, quello buono, quello che non declina in altri -ismi) è ridicolmente fievole, la domanda è un'altra. Fino a qualche giorno prima, non si sapeva ancora se festeggiare o meno. Ma visto che c'erano 150 anni di tempo, organizzarsi in modo più organico e determinato, non era possibile?

Mentre stavamo gustando dolce, frutta e caffè, della nostra abbuffata nazionalista in onore di periodi e persone (che purtroppo molti di noi ignoravano prima dei 150 anni dell'unità della patria terra) siamo stati costretti ad entrare in guerra contro il padre del bunga bunga. Indubbiamente, come quando una brutta notizia interrompe il cenone di Natale, qualcosa di traverso c'è andato.
La Lega, ha deciso di non avallare ("ce la prenderemo in quel posto" ha detto Bossi) l'intervento! Come è possibile che una parte consistente (rappresentata con ministri, viceministri, e sottosegretari) della coalizione politica e partitica che ci governa possa permettersi questo? Come può un membro degli altri partiti di governo continuare ancora ad intraprendere rapporti (di qualsivoglia genere!?) con loro? In decisioni così importanti, ma anche così obbligate da organismi sovranazionali, come può il panorama politico italiano non muoversi all'unisono? Questo non è un problema di maggioranze e possibilità numeriche, qui c'è l'assenza di un percorso condiviso. Ci sarebbero i presupposti per scaricare la Lega dalla maggioranza, ma questo è realmente possibile? Vogliamo dire, chi ci governa pensa veramente ad un bene superiore, oppure crede solamente nel mantenimento (più a lungo possibile) dello status quo? Crediamo che in un paese normalmente democratizzato e civilizzato, il peso di decisioni di questo carico, e delle conseguenti implicazioni, sarebbe sorretto da tutti gli apparati politici; e crediamo anche che un tale smarcamento di un partito di governo, farebbe venir meno la maggioranza. mah!?

Ultima riflessione: si dice che la Libia abbia sul palcoscenico finanziario mondiale, qualcosa come 100mld di verdoni, in fondi. Non vale però, dire che Gheddafi adesso è un dittatore, mentre fino qualche mese fa gli baciavamo le mani, gli mettavamo il circo in città e toccavamo il culo alle amazzoni! Quello dittatore era e dittatore è rimasto! Magari scegliersi meglio i partner economici internazionali (visto che non è l'unico del genere), sarebbe una buona politica!?  

"la politica ha le sue ragioni che la ragione non conosce.P. Caruso

In verità ce ne abbiamo un'altra di domandina: perchè nella nostra città, i festeggiamenti si sono svolti una settimana prima che in tutta Italia? Cioè, vuol dire che noi bastioli ci siamo uniti prima  di tutto il resto? Amletico dubbio persiste...

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