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martedì 15 marzo 2011

LIBERALISMO

Io sono un liberale.

Sono un liberaldemocratico, se poi vogliamo approfondire e specificare. Questo passa al di sopra del mio essere di destra o di sinistra: non si parla di politica, non si parla di cultura o di società. Si parla di radici, profonde, di cellule e di genetica, di cose che riguardano tutto di me: passano i partiti e passano gli uomini, io resto così. Finché sarò. 

Per capirci, un paio di cose dette meglio di me:
"Nessuno mi può convincere di essere felice a suo modo (come cioè egli s'immagina il benessere degli altri uomini), ma ognuno può ricercare la felicità per la via che a lui sembra buona, purché non rechi pregiudizio alla libertà degli altri di tendere allo stesso scopo".   Immanuel Kant, Sopra il detto comune: "Questo può essere giusto in teoria, ma non vale per la pratica", 1793
"Il liberalismo prima che una questione di più o di meno in politica, è un'idea radicale della vita: è credere che ogni essere umano debba essere libero di soddisfare la propria individualità e il proprio destino intrasferibile".   José Ortega y Gasset, Lo spettatore, 1916/34
"La libertà senza uglianza è una malsana finzione [...] la libertà senza ugualgianza è il dispotismo dello stato".   M. Bakunin

Messi così, pensieri anche un po' strani. Pensieri che mi indirizzano la vita insieme ad altri, ma non pretendo che siano niente di più di frasi, per voi.

Però io difendo queste visioni, e sorrido spesso quando sento parlare di liberalismo ricordando certe parole: "Entriamo in un'epoca nella quale il liberalismo diventerà la virtù più sospetta e la meno praticabile".   Andre Gide 


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