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martedì 22 marzo 2011

E' permesso? Prego, si accomodi. Buondì! Buongiorno a lei! Disturbo? Ma ci mancherebbe, è un piacere.

L’educazione è il profumo di lavanda sulla biancheria.
Viviamo in un paese maleducato, è vero, ma credo che sia un mal comune. Abbiamo largamente perso il senso di rispetto, formalismo, etichetta, nei nostri rapporti. Li abbiamo messi da parte, perché erano scomodi, poco confortevoli, richiedevano quel minimo di applicazione, pensiero ed altruismo , fagocitati dalla velocità della nostra vita e dalla necessità di essere casual.
Sono banalità. Lo ammettiamo, ma come diceva Conan Doyle “nulla è più innaturale dell’ovvio”.
Ecco,  innaturale è la parola calzante.
Innaturale che il vicino del piano sopra, non si prenda la briga di avvisarti che l’indomani mattina cominceranno dei lavori in casa, con dei carpentieri rumorosissimi; innaturale che nessuno ti saluti quando entri in ascensore; innaturali certi parcheggi; innaturali certi dibattiti televisivi e certi programmi; innaturali comportamenti al supermercato; innaturali modi di esprimersi e di usare il linguaggio; innaturale educazione culturale e civile.
In una società basata sempre di più sulla competizione e sulla selezione, ci sembra che la maleducazione sia diventata l’arma per combattere ed escludere gli altri: d’altronde non esistono leggi violate se ci si comporta in modo ineducato, quindi è la via diretta e legale, per farsi le spalle forti. E’ drammatico!
Invece, in un momento in cui i nostri mali dell’anima sono più forti e frequenti di quelli del corpo, così connessi all’isolamento sociale, alla paura emozionale, all’ansia, al combatti e fuggi: ristabilire un codice di comportamento, basato sulla cordialità e sul rispetto, sui modi e sui comportamenti, crediamo possa essere, perché no, una specie di solidarietà sociale.
Deve essere uno sforzo personale, perché soltanto con la propria educazione, si possono combattere le cattive maniere degli altri, è una forma decisa e determinata di autodifesa, meglio di tante arti marziali.
L’educazione è una di quelle componenti della nostra esistenza, che ci resterà, anzi si rafforzerà, invecchiando, quindi una di quelle che potremo trasmettere alle future generazioni: la sua importanza è trans-temporale, si forma nel passato, si consolida nel presente, si trascriverà in futuro. Mi sembra abbastanza perché sia importante: una società maleducata è definitivamente destinata all’involuzione.

Avere una buona educazione è un grande vantaggio. Ti esclude da tante cose” O. Wilde

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