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martedì 15 marzo 2011

DONNA

E poi mi parli di una vita insieme
di una casa di bambini
del nostro amore
e di me che vado a lavorare
Ma che ne sai tu
di un mondo
che si può vivere
soltanto se stai attento
a dove metti i piedi
e ogni volta
che usciamo
mi dici che tuo padre
vuole sapere
che cosa intendo fare

Ma che ne sa lui di fare
se tutta la vita
non ha fatto altro
che stare a guardare

Io vorrei che tu
che tu avessi qualcosa da dire
che parlassi...di più
che provassi una volta a reagire
ribellandoti a quell'eterno incanto
per vederti lottare
contro chi ti vuole
così innocente e banale donna
donna sempre uguale donna
donna per non capire donna
donna per uscire
donna da sposare

No senti
stammi a sentire un po'
non è te che detesto in fondo sai
la colpa non è tua
la verità è che al mondo
tu servi così...

(e poi mi parli di una vita insieme - Vasco Rossi)
Questa è una canzone del 1978, se non sbaglio. Ad una settimana dall'8 marzo 2011, ci ritroviamo a pensare, come in un mondo come questo, talmente sviluppato da potersi arrecare danno da sé (Fukushima!?), ancora si sia costretti a dedicare una giornata alla festa della donna. Impossibile, irrealistico, out of time! Eppure, ancora molte persone (minus habens!?) vivono accerchiati dai pregiudizi sessisti, da quelle etichette e quei costumi, ormai troppo stretti per un mondo che non vuole differenze: di alcun genere.
..poveri.. 

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